Non ho trovato per il mio specifico lavoro una vera e propria musa ispiratrice, quindi, dovendo scrivere qualcosa, ho deciso di inserirne più di una perchè, anche se non hanno lavorato specificatamente con i soggetti di mio preciso interesse, ci sono aspetti del loro lavoro che mi attirano.

Martin Parr. Il suo modo di guardare la realtà che lo circonda e la società di cui fa parte in modo ironico, pungente e critico lo trovo davvero interessante. Le sue fotografie sono ricche di colori, vivaci, ad un primo sguardo fanno solo sorridere per il modo in cui il sogetto (persona o luogo) è ripreso, per il taglio che dà all’immagine e per gli accostamenti cromatici che usa; concentrandosi però danno motivo di riflessione.

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Diane Arbus. Cattura gli sguardi dei passanti, della gente comune, e sguardi di persone che dalla gente comune vengono evitati. Racconta la società tra l’intimo e il drammatico, le sue fotografie sono violente, critiche. Sono fotografie che parlano, raccontano e lasciano chi le osserva quasi in soggezione di fronte a quello sguardo dritto negli occhi.
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Glenn E. Friedman. E’ un fotografo immerso nel mondo dello skateboard, della musica hardcore, punk-rock e hip-hop. Questa è la parte di società che lui racconta e di cui lui fa parte. I suoi scatti mi interessano nello specifico per quanto riguarda lo skate perchè riesce a catturare il movimento preciso, la tensione di quel movimento e la protesta contro la società che porta avanti chi come lui è parte di questo mondo.
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One Response to “Fotografo di riferimento? Allora fotografi.”


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